Chirurgia Dermatologica

ONCOLOGIA CUTANEA E CHIRURGIA DERMATOLOGICA
CHIRURGIA DERMATOLOGICA

La Chirurgia Dermatologica è la chirurgia minimamente invasiva deputata al trattamento delle patologie della cute e dei suoi annessi (ghiandole, unghie), non suscettibili di terapia medica, ovvero non trattabili con farmaci. Si tratta di procedure chirurgiche eseguite nella maggior parte dei casi in regime  ambulatoriale (non è previsto un ricovero e si viene dimessi poco dopo l’intervento) ed in anestesia locale (si anestetizza solamente la regione interessata dall’intervento):

  • asportazione di neoformazioni cutanee benigne: nevi (dal latino naevus, comunemente denominato neo), cheratosi seborroiche, verruche, Tali lesioni cutanee si asportano perché traumatizzate, pruriginose o per motivi estetici;
  • asportazione di lesioni cutanee precancerose, ovvero neoformazioni cutanee con elevato rischio di evolvere in lesioni maligne: cheratosi attiniche. Vengono asportate a scopo preventivo;
  • biopsia chirurgica di neoformazioni cutanee sospette, non identificabili con il semplice esame clinico;
  • asportazione di neoformazioni cutanee maligne: tumori della pelle (basalioma, spinalioma, melanoma);
  • asportazione di neoformazioni sottocutanee (sotto la pelle): cisti, lipomi, xantelasmi. Vengono asportati, a seconda dei casi, perché possono infiammarsi, causare disagio oppure per motivi estetici;
  • correzione di patologie congenite od acquisite: correzione della fimosi prepuziale mediante circoncisione e/o plastica di allungamento del frenulo, correzione della schisi del lobo auricolare, trattamento dell’unghia incarnita, con eventuale plastica correttiva del perionichio, zona di cute che circonda l’unghia, per evitarne la riformazione;
  • revisione di cicatrici: si effettua sulle cicatrici, chirurgiche o post-traumatiche, che hanno subito delle alterazioni durante il percorso di guarigione, esitando in cicatrici antiestetiche o che comportano disturbi funzionali (retrazioni, aderenze).

Le neoformazioni cutanee benigne e superficiali (cheratosi seborroiche, verruche, angiomi) possono essere trattate normalmente mediante il laser, che, a seconda del tipo, o vaporizza gli strati superficiali della pelle, o viene captato da tessuti specifici, ad esempio vascolari, distruggendoli. In questi casi non è necessario l’utilizzo di punti di sutura.

Le neoformazioni benigne che interessano gli strati più profondi della pelle e le neoformazioni cutanee maligne si asportano invece rimuovendo la porzione di cute che le include. Rimane quindi una ferita che, se piccola, può essere richiusa avvicinando i margini con dei punti di sutura (chiusura diretta), se più estesa, può essere riparata trapiantando della pelle prelevata in un’altra regione del corpo (innesto), oppure mobilizzando la pelle vicino (lembo).

Le neoformazioni sottocutanee, a seconda dei casi, si asportano incidendo la pelle sovrastante o includendole in una escissione cutanea.

Nella maggior parte dei casi i campioni asportati vengono sottoposti all’esame istologico, che ne indica la diagnosi.

L’escissione chirurgica e la successiva tecnica ricostruttiva vengono progettate con lo scopo di conseguire la radicale escissione delle neoformazioni cutanee, limitando al minimo gli esiti cicatriziali e ricostituendo la normale conformazione anatomica della regione operata. Pertanto, pur trattandosi di una chirurgia minimamente invasiva, è fondamentale che venga pianificata applicando i principi basilari della chirurgia plastica. Le incisioni vengono effettuate orientandole in modo che si abbia la minor tensione sui margini della ferita ed in modo che le cicatrici decorrano lungo solchi, rughe e zone d’ombra.