Correzione Ginecomastia

Riduzione dell’eccessivo volume della mammella nell’uomo

L’aumento del volume delle mammelle maschili rappresenta spesso un importante danno estetico e funzionale nel paziente post-bariatrico.

La mammella maschile è costituita da una ghiandola meno sviluppata rispetto a quella femminile, ma contiene in ogni caso un’importante componente adiposa; durante la condizione di obesità la percentuale di tessuto adiposo mammario aumenta con conseguente aumento di volume della mammella stessa, determinando un notevole stress meccanico a livello della cute.

In seguito al dimagramento (dopo intervento bariatrico o dopo importante dieta ipocalorica) la mammella si “svuota” del tessuto adiposo, comportando la comparsa di molteplici danni funzionali ed estetici: la cute ormai distesa e danneggiata non possiede più l’elasticità per potersi riadattare al volume iniziale, determinando così un’importante lassità cutanea.

Comunemente nella mammella maschile del paziente post-bariatrico possono concomitare due difetti: depositi adiposi localizzati persistenti e notevole lassità cutanea.

Possono inoltre comparire numerose smagliature, ed anche le strutture connettivali, collegate alla cute e alla ghiandola mediante numerosi tralci fibrosi (fasce), subiscono danni strutturali.

Ovviamente anche il naturale processo d’invecchiamento contribuisce ad un progressivo decadimento dell’elasticità e della tonicità cutanea.

La ginecomastia può essere aggravata da condizioni preesistenti o concomitanti, indipendenti dalle fluttuazioni ponderali, ad esempio variazioni ormonali, alcune terapie farmacologiche, assunzione di particolari alimenti o ragioni sconosciute.

Di fondamentale importanza sono la valutazione endocrinologica, l’effettuazione dell’ecografia preoperatoria mammaria (che permette di distinguere se l’aumento volumetrico della mammella è dovuto solamente ad un deposito di grasso residuo, all’aumento del volume ghiandolare o ad entrambi) e di quella testicolare (che deve escludere la presenza di una eventuale neoplasia testicolare, rara causa di ginecomastia).

In assenza di controindicazioni all’intervento si può procedere alla correzione chirurgica.

Sebbene particolare attenzione sia prestata per limitare al minimo l’estensione degli esiti cicatriziali, i pazienti post-bariatrici necessitano spesso di correzioni importanti, che si traducono in lunghe cicatrici, poste comunque nelle aree meno visibili e più occultabili (ad es.: solco sottomammario e circonferenza areolare)

Un’accurata visita preoperatoria permette al chirurgo di selezionare la tecnica chirurgica più appropriata in base alla gravità del difetto da correggere:

  • asportazione di una striscia di cute intorno all’areola in concomitanza all’eventuale asportazione di una porzione di ghiandola, associata o meno a liposuzione. In questo caso la cicatrice è circolare e decorre lungo il margine dell’areola.
  • asportazione di una striscia di cute intorno all’areola e nella porzione inferiore della mammella, con eventuale asportazione di una porzione di ghiandola, associata o meno a liposuzione. In questo caso la cicatrice decorre intorno al margine dell’areola e si prolunga in basso fino alla porzione laterale del solco sottomammario, costituendo una cicatrice a “J”.

Indipendentemente dalla tecnica impiegata vengono utilizzati esclusivamente punti interni e riassorbibili.

La correzione della ginecomastia viene effettuata in anestesia generale (il paziente dorme) e prevede una notte di degenza.

La somministrazione oculata di farmaci antidolorifici inizia prima  dell’intervento e viene gradualmente ridotta nel periodo postoperatorio, al fine di evitare qualsiasi dolore o fastidio.