Contrattura Capsulare

Le protesi mammarie sono formate da un involucro di silicone contenente all’interno un morbido gel, ugualmente di silicone. Il silicone medico moderno è un materiale biocompatibile, quindi ben tollerato dall’organismo. Il contenuto della protesi è gelatinoso, non liquido: anche se l’involucro dovesse rompersi, il silicone interno, essendo comunque coeso, non si disperderebbe. Subito dopo il posizionamento della protesi mammaria inizia la formazione, come reazione fisiologica, di una pellicola fibrosa che avvolge l’impianto stesso.

Questa reazione fibrosa (capsula peri-protesica) riveste un ruolo molto importante, sia perché isola la protesi stessa dalle strutture anatomiche circostanti, sia perché contribuisce a fissarla, evitandone la dislocazione. Se la protesi si rompe, evento raro, è proprio grazie alla capsula fibrosa che il gel di silicone interno non entra in contatto con i tessuti circostanti. Purtroppo, a volte, la capsula peri-protesica può diventare più spessa del normale, fino a contrarsi tanto da modificare la consistenza e la forma della mammella.

Generalmente il motivo per il quale questo avviene è sconosciuto; in alcuni casi è stato dimostrato che la contrattura capsulare può comparire in seguito a complicanze, quali sanguinamenti od infezioni. Se la contrattura capsulare diventa di grado elevato (secondo la classificazione più utilizzata esistono 4 gradi) si può avvertire indurimento della mammella e cambiamento della forma, associati a fastidio o dolore.

La contrattura capsulare negli anni ’80 aveva un’incidenza superiore al 25%; nel corso del tempo, grazie alle protesi di ultima generazione, che hanno un rivestimento che contrasta la formazione della capsula, tale percentuale si è notevolmente ridotta, arrivando oggi anche a meno del 2%. Bisogna inoltre precisare che, fino ad un certo grado di contrattura, la paziente non avverte alcun tipo di modifica estetica o di fastidio (grado 1 e 2). Solo quando la contrattura capsulare peri-protesica è di grado severo, è necessario intervenire chirurgicamente, incidendo e rilasciando il tessuto fibroso ed eventualmente sostituendo la protesi.